Se vivete in Italia e iniziate a lavorare in Ticino, nei Grigioni o in Vallese, la questione della vostra assicurazione malattie si decide nei primi tre mesi, e quasi sempre per tutta la durata del vostro impiego in Svizzera.
La Svizzera ha concluso con i Paesi limitrofi, Italia compresa, accordi che permettono ai cittadini dell'Unione europea domiciliati in questi Paesi di restare assicurati nel loro Paese di domicilio. È il diritto d'opzione: potete affiliarvi all'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie svizzera, la LAMal, oppure restare nel Servizio sanitario nazionale italiano, il SSN.
Tre mesi, e una domanda in piena regola
L'Ufficio federale della sanità pubblica è preciso sul termine: la domanda di esenzione dall'obbligo di assicurarsi in Svizzera va presentata nei tre mesi che seguono l'inizio del contratto di lavoro. Ricorda anche che nel marzo 2015 il Tribunale federale ha stabilito che un diritto d'opzione esercitato tacitamente non è valido. Limitarsi a restare iscritti all'ASL non basta, quindi.
In Ticino l'autorità competente è l'Istituto delle assicurazioni sociali (IAS), a Bellinzona. Il formulario ufficiale sulla copertura delle cure è integrato nella domanda di permesso per frontalieri G. Secondo l'IAS, se l'opzione non è esercitata entro il termine, il frontaliere è automaticamente assoggettato all'obbligo di assicurarsi in Svizzera.
Una scelta che dura quanto l'impiego
L'IAS indica che la scelta fatta con il diritto d'opzione resta in vigore per tutto il periodo di occupazione in Svizzera. L'istituzione comune LAMal lo dice in modo più diretto: la scelta è irrevocabile e vale per tutta la durata dell'attività frontaliera ininterrotta. Cambiare datore di lavoro o cantone, vedere aumentare i premi o guadagnare di più non riaprono l'opzione. Un'interruzione dell'attività, per esempio un periodo di disoccupazione nel Paese di residenza attestato per iscritto, può riaprirla.
La nascita di un figlio è l'altra eccezione, e nasconde una trappola. Un frontaliere affiliato alla LAMal può allora scegliere l'Italia entro tre mesi dalla nascita. Ma questa nuova scelta ha effetto dal giorno della nascita, e l'assicuratore svizzero chiude il contratto il giorno precedente: l'IAS avverte che gli eventuali costi del parto non saranno presi a carico dall'assicuratore malattie svizzero, e consiglia di chiarire prima la questione con l'ASL.
Dove farsi curare
Secondo l'UFSP, le persone assicurate in Svizzera e domiciliate all'estero possono farsi curare in Svizzera e nel loro Paese di domicilio. Un frontaliere affiliato alla LAMal può quindi rivolgersi a un medico vicino al lavoro come vicino a casa.
Per ottenere l'esenzione, un frontaliere che resta nel SSN deve invece dimostrare di essere coperto sia nel Paese di residenza sia durante un soggiorno in Svizzera. Per cure programmate in Svizzera valgono le regole del sistema italiano; conviene verificarle presso la propria ASL prima di scegliere, soprattutto se siete già seguiti da un medico in Svizzera.
Quanto costa ciascun sistema
La LAMal si paga per persona. Per i frontalieri, l'UFSP precisa che si applicano i premi del loro Paese di domicilio, non quelli del cantone di lavoro; ogni assicuratore calcola un premio proprio per ciascuno Stato. Il salario non entra nel calcolo. Per gli assicurati LAMal che vivono nell'Unione europea con redditi modesti è prevista una riduzione dei premi, e la competenza è del cantone di lavoro: le condizioni sono le sue.
Sul versante italiano, la legge di bilancio 2024 ha previsto un contributo dei frontalieri al Servizio sanitario nazionale. Il decreto attuativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 dicembre 2025, affida alle regioni il compito di fissarlo ogni anno tra il 3 e il 6 per cento del salario netto percepito in Svizzera, con un minimo di 30 e un massimo di 200 euro per ogni mese lavorato. Riguarda i residenti che lavorano in Svizzera e utilizzano il SSN, i «vecchi frontalieri» ai sensi dell'accordo fiscale del 2020 e i loro familiari a carico.
Quando entra in gioco la famiglia
Per i familiari a carico che vivono in Italia, l'IAS distingue tre casi.
- Lavora un solo genitore, in Svizzera: tutta la famiglia segue la sua scelta. Se resta in Italia, tutti restano nel SSN; se sceglie la LAMal, tutta la famiglia deve assicurarsi in Svizzera, presso lo stesso assicuratore.
- L'altro genitore lavora o riceve una rendita in Italia: i figli restano assicurati in Italia. Se il frontaliere sceglie la LAMal, è l'unico assicurato in Svizzera.
- Entrambi i genitori lavorano in Svizzera: ciascuno esercita la propria opzione. Se scelgono diversamente, tutti i figli seguono lo stesso sistema, e questa scelta per i figli non può più essere modificata.
In Svizzera ogni persona assicurata paga il proprio premio. Un'intera famiglia nella LAMal non fa quindi lo stesso calcolo di una persona sola.
Ciò che non dipende dalla vostra scelta
Il diritto d'opzione riguarda solo l'assicurazione malattie. Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri, i frontalieri sono di regola assicurati nel Paese in cui lavorano. Versate quindi i contributi AVS come ogni dipendente in Svizzera, al secondo pilastro non appena il vostro salario annuo supera la soglia d'entrata, fissata a 22'680 franchi dal 2025, e siete assicurati contro gli infortuni dal vostro datore di lavoro. La copertura degli infortuni non professionali presuppone almeno otto ore di lavoro alla settimana presso lo stesso datore di lavoro.
In caso di disoccupazione completa, l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali indica che i frontalieri ricevono di principio le indennità nel loro Paese di residenza, secondo le regole ivi vigenti.
E le imposte?
Non è il tema di questa guida, ma spesso è la domanda successiva. Dal 1° gennaio 2024 un nuovo accordo tra Italia e Svizzera regola l'imposizione dei frontalieri. Secondo la Divisione delle contribuzioni del Ticino, i «vecchi frontalieri», che lavoravano già in Ticino, nei Grigioni o in Vallese tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023, restano tassati esclusivamente in Svizzera fino al termine della loro attività. I nuovi frontalieri sono tassati in Svizzera, all'80 per cento dell'imposta alla fonte ordinaria, e poi in Italia, che tiene conto dell'imposta svizzera. È frontaliere ai sensi dell'accordo chi risiede in un comune situato entro 20 chilometri dal confine e vi rientra, in linea di principio, ogni giorno.
Un protocollo entrato in vigore il 9 febbraio 2026, applicabile dal 2024, permette inoltre di lavorare da casa fino al 25 per cento del tempo di lavoro senza perdere lo statuto di frontaliere.
Prima della fine del terzo mese
Tutto si gioca sul calendario. Raccogliete per tempo ciò che fa la differenza nel vostro caso: quante persone vanno assicurate e dove lavorano, dove vi fate curare oggi, il premio LAMal per un domicilio in Italia e ciò che la vostra regione prevede per il contributo sanitario. Poi presentate la domanda all'IAS, per iscritto, prima della scadenza.