La rendita AVS si calcola a partire da due elementi: il reddito e il numero di anni di contribuzione. Il secondo è spesso trascurato, benché pesi molto. Un anno senza contributi riduce la rendita, e questa riduzione dura tutta la vita. Ora, una lacuna si scopre spesso troppo tardi per essere colmata.
Perché un anno mancante conta
La durata di contribuzione è completa quando una persona ha lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe d'età. Se ne mancano, la rendita è parziale. Secondo il promemoria dell'AVS sulle rendite di vecchiaia, un anno di contribuzione mancante comporta in linea di principio una riduzione della rendita di vecchiaia di almeno 1/44.
L'effetto si cumula. Due anni mancanti riducono la rendita di almeno 2/44, ossia circa il 4,5%, e questa riduzione si applica a ogni versamento, per tutta la durata della pensione. Su venti o venticinque anni di rendita, una lacuna di qualche anno rappresenta quindi una somma importante, senza paragone con i contributi che avrebbero permesso di evitarla.
Le lacune nascono da situazioni ordinarie: studi senza attività lucrativa, un soggiorno all'estero, un periodo senza impiego né indennità, un'interruzione per occuparsi dei figli senza che gli accrediti siano presi in considerazione. Non si vedono sulla busta paga; bisogna andarle a cercare nel proprio conto.
Chi deve versare contributi, anche senza lavorare
Anche le persone senza attività lucrativa devono versare contributi, a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo al compimento dei 20 anni. Gli studenti senza attività lucrativa pagano il contributo minimo fino al 31 dicembre dell'anno in cui compiono 25 anni. Secondo l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, il contributo minimo all'AVS, all'AI e alle IPG è di 530 franchi all'anno.
Un esempio frequente: una studentessa di 22 anni senza reddito deve annunciarsi alla cassa di compensazione e pagare almeno il contributo minimo. Se non lo fa, l'anno resta vuoto sul suo conto. Potrà ancora recuperarlo per cinque anni; oltre, la lacuna sarà definitiva, e la rendita di tutta la sua pensione ne porterà il segno.
Verificare il proprio conto individuale
Ogni assicurato ha dei conti individuali, nei quali sono iscritte le indicazioni necessarie al calcolo della sua rendita. Ha il diritto di esigere da ogni cassa di compensazione che tiene un conto per lui un estratto delle iscrizioni; l'estratto è rilasciato gratuitamente. Se vi constata un errore, può chiederne la rettifica entro trenta giorni dal rilascio dell'estratto.
Poiché più casse possono tenere un conto per una stessa persona, nel corso dei datori di lavoro e dei Cantoni, è utile chiedere gli estratti di tutte le casse interessate. Il portale dell'AVS/AI propone un modulo di richiesta dell'estratto conto.
L'estratto mostra, per ogni cassa, le iscrizioni fatte sul proprio conto. Spesso basta scorrerlo anno per anno per individuare un anno vuoto o un reddito manifestamente troppo basso; è il momento di reagire, finché la correzione è ancora possibile.
Il termine di cinque anni
Recuperare una lacuna ha un limite rigoroso. I contributi che non sono stati fissati mediante decisione entro cinque anni dalla fine dell'anno civile per il quale sono dovuti non possono più essere né pretesi né versati. Un anno mancante di oltre cinque anni fa non può quindi più essere colmato pagando.
È la ragione pratica per verificare il proprio conto presto, e regolarmente: una lacuna scoperta a 60 anni riguarda spesso anni che non possono più essere recuperati, mentre avrebbe potuto esserlo a 30 anni.
Che cosa può ancora colmare una lacuna
Due meccanismi aiutano senza pagamento. Gli anni giovanili, ossia i periodi di contribuzione compiuti tra i 18 e i 20 anni, possono essere presi in considerazione per colmare lacune successive. E gli anni per i quali sono concessi accrediti per compiti educativi o per compiti assistenziali contano come anni di contribuzione.
Gli accrediti per compiti educativi riguardano gli anni durante i quali la persona era assicurata all'AVS e si occupava di figli di meno di 16 anni. Non si pagano: sono presi in considerazione nel calcolo della rendita. È tuttavia utile verificare, al momento di chiedere la rendita, che questi anni siano ben noti alla cassa, in particolare dopo un divorzio o un soggiorno all'estero.
- Chiedere un estratto conto a ogni cassa di compensazione interessata, poi rileggerlo anno per anno.
- Segnalare ogni errore entro trenta giorni dal rilascio dell'estratto.
- Per un anno mancante da meno di cinque anni, rivolgersi alla cassa di compensazione per sapere se può ancora essere pagato.
- In caso di studi, di soggiorno senza attività o di interruzione, annunciarsi alla cassa di compensazione del proprio Comune per pagare almeno il contributo minimo.