In Svizzera il dentista non è di principio rimborsato dall'assicurazione di base: controlli, cure della carie e ortodonzia sono a carico del paziente, o di una complementare dentaria se ne ha stipulata una. L'assicurazione di base paga solo nei casi fissati da un elenco chiuso — alcune malattie gravi, un infortunio che nessuna assicurazione contro gli infortuni copre, alcune infermità congenite. L'Ufficio federale della sanità pubblica lo formula in modo semplice: le cure dentarie non sono di principio assunte dall'assicurazione obbligatoria.
Che cosa non è rimborsato
Le otturazioni abituali in caso di carie e le spese di ortodonzia, come gli apparecchi dentari dei bambini, non sono rimborsate dall'assicurazione di base. Lo stesso vale per i controlli e per l'igiene dentale corrente. Queste spese sono pagate dal paziente, o da un'assicurazione complementare se ne ha stipulata una.
I tre casi previsti dalla legge
La legge prevede tre situazioni in cui l'assicurazione di base assume le cure dentarie: quando sono causate da una malattia grave e non evitabile dell'apparato masticatorio; quando sono causate da un'altra malattia grave o dai suoi postumi; e quando sono necessarie per curare una malattia grave o i suoi postumi.
Questi tre casi non si interpretano liberamente. L'ordinanza sulle prestazioni ne stila l'elenco esaustivo, articolo per articolo: le malattie dell'apparato masticatorio, le altre malattie gravi interessate, le cure necessarie a un trattamento medico e un elenco di infermità congenite. Ciò che non vi figura non è coperto.
Per le malattie dell'apparato masticatorio, l'ordinanza distingue sei gruppi: alcune malattie dentarie, le malattie dell'apparato di sostegno del dente, quelle dell'osso mascellare e dei tessuti molli, quelle dell'articolazione temporo-mandibolare, quelle del seno mascellare e alcune disgnazie. In ogni gruppo sono coperte solo le affezioni elencate, e solo se possono essere qualificate come malattia. L'ordinanza prevede inoltre l'assunzione dei costi di un'anestesia generale quando cure coperte non possono essere fornite senza di essa, o quando cure non coperte non possono esserlo senza anestesia a causa di un grave handicap mentale o fisico; in questo secondo caso l'anestesia è pagata, ma non le cure stesse. L'elenco completo figura agli articoli 17-19a dell'ordinanza.
Il terzo caso è il meno conosciuto. L'ordinanza contempla per esempio le cure dentarie necessarie in occasione della sostituzione di una valvola cardiaca, di una radioterapia o di una chemioterapia di una patologia maligna, o in caso di apnea del sonno: il trattamento dentario è allora pagato perché condiziona il trattamento medico.
Quando l'assicurazione di base interviene in uno di questi casi, lo fa alle condizioni abituali: la franchigia e l'aliquota percentuale si applicano come per qualsiasi malattia. Un trattamento dentario riconosciuto non è quindi necessariamente rimborsato per intero; ciò che resta a carico dipende dalla franchigia scelta e da ciò che è già stato pagato nell'anno.
In pratica, è il dentista a stabilire la diagnosi, ed è questa diagnosi a decidere se l'affezione figura nell'elenco. Quando si prevede un trattamento costoso, è utile chiedergli se rientra in uno degli articoli dell'ordinanza, e far verificare l'assunzione dei costi dall'assicuratore prima di cominciare. In caso di rifiuto, chiederne il motivo per iscritto permette di sapere su che cosa si fonda.
Le infermità congenite
I trattamenti dentari legati a un'infermità congenita che figura nell'elenco dell'ordinanza sono assunti dall'assicurazione di base quando sono necessari dopo il 20° anno di età, o prima di tale età per un assicurato che non è coperto dall'assicurazione federale per l'invalidità. Prima dei 20 anni interviene di principio l'assicurazione per l'invalidità.
In caso di infortunio
L'assicurazione di base assume anche la cura delle lesioni dell'apparato masticatorio causate da un infortunio. Ma interviene solo a titolo sussidiario: la legge precisa che copre l'infortunio nella misura in cui nessuna assicurazione contro gli infortuni ne assume i costi.
Per una persona salariata è quindi l'assicurazione contro gli infortuni del datore di lavoro a pagare: la LAINF include espressamente la cura ambulatoriale prestata dal dentista. Per gli altri, in particolare i bambini, le persone senza attività lucrativa e gli indipendenti non assicurati, interviene l'assicurazione di base, con la sua franchigia e la sua aliquota percentuale.
E un'assicurazione complementare dentaria?
Le cure dentarie ordinarie possono essere coperte solo da un'assicurazione complementare, retta dalla legge sul contratto d'assicurazione (LCA) e non dalla LAMal. L'assicuratore è libero di accettare o rifiutare la domanda, di porre domande sulla salute e di prevedere riserve o periodi di attesa, in particolare per l'ortodonzia.
- Confrontare il tasso di rimborso, il limite annuo e il periodo di attesa, che variano molto da un prodotto all'altro.
- Per i bambini, verificare se l'ortodonzia è coperta e da quando: è spesso la voce più costosa.
- Rispondere con esattezza alle domande sulla salute, come per ogni assicurazione complementare: è su queste risposte che l'assicuratore decide.
Una fattura a suo carico: che cosa può ancora alleggerirla
Quando nessuno dei casi previsti dalla legge si applica e nessuna complementare paga, la fattura resta al paziente — ma non sempre per intero.
- Chiedere un preventivo scritto prima di un trattamento importante. Permette di confrontare le proposte e, se uno dei casi dell'ordinanza potesse entrare in gioco, di sottoporlo all'assicuratore prima di cominciare.
- Dedurre le spese dalle imposte. Per l'imposta federale diretta, le spese dentarie pagate di tasca propria contano come spese di malattia, tranne i trattamenti puramente estetici come lo sbiancamento, ed è deducibile la parte che supera il 5 % del reddito, calcolato dopo le deduzioni degli articoli da 26 a 33 della legge; per l'imposta cantonale, ogni Cantone fissa la propria franchigia.
- Le prestazioni complementari. I Cantoni rimborsano le spese di cura dentaria ai beneficiari di una prestazione complementare annua all'AVS o all'AI; ciascuno precisa quali e può limitare il rimborso a quanto è economico e adeguato.